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Quando l'hard disk è inutile

» Author: Andrea Ganduglia Date: 2005-03-22 02:01:01 Copyright: (c)2005 Andrea Ganduglia

Ultimamente, la grande flessibilità di GNU/Linux è un po' sulla bocca di tutti e le versioni live di questo sistema operativo sembrano nascere come funghi. Si tratta di distribuzioni che si avviano direttamente da cd-rom, riconoscono automaticamente l'hardware e le periferiche, si connettono ad Internet ed infine presentano all'utente un sistema operativo completamente funzionante senza scrivere un solo byte sul hard disk. Il tutto in un tempo che va dai pochi secondi per i sistemi dotati di CPU veloce e RAM abbondante, a qualche minuto per i sistemi più obsoleti.

La prima versione live di GNU/Linux è la famosa Knoppix di Klaus Knopper, ma come dicevo, oggi ne esistono decine studiate per le più disparate esigenze, dal firewalling al recupero di hardware vecchissimo. Costruire la propria live infatti è diventato piuttosto semplice e alla portata anche di utenti che affrontano l'argomento solo per curiosità, sempre per merito del meccanismo del Free Software che permette di studiare e modificare quello che altri hanno già fatto.

Queste versioni sono state originariamente concepite per permettere a chi si avvicina al demistificato mondo di GNU/Linux di provare questo sistema operativo senza compromettere la propria produttività. In seguito però sono nati altri progetti e soprattutto altri modi di usare le versioni live, due dei quali vorrei descrivere in questo articolo. Il primo perché è un'operazione che faccio tutti i giorni, il secondo perché spero presto di poterlo applicare o quanto meno di vederlo all'opera.

Recuperare dati da macchine in crash

Negli ultimi mesi, mi è capitato spesso di trovarmi di fronte a macchine Windows che si rifuitavano di avviarsi, ovvero premendo il tasto "power on" l'utente riceveva più o meno melanconici messaggi d'errore, ma nessun segno del sistema operativo. Un meccanismo perverso (su cui non mi dilungo) che neppure il buon vecchio dischetto di ripristino riusciva a sistemare.

Non essendo dotate di backup giornaliero la prima esigenza era quella di salvare i dati contenuti nel hard disk, per metterli al riparo e procedere al ripristino del sistema. Ed è qui che entra in gioco GNU/Linux live!

Inserendo il cd-rom di Knoppix, ad esempio, e facendo fare boot alla macchina attraverso questo supporto, si ottiene in poco tempo un sistema operativo completamente funzionante. A questo punto si può verificare l'integrità del file system che, se non corrotto, può essere letto e quindi procedere alla copia dei dati attraverso gli strumenti più idonei al caso:

  1. masterizzatore;
  2. chiavetta usb o altro supporto rimovibile;
  3. hard disk secondario;
  4. copia in rete locale, indifferentemente su macchine Windows o GNU/Linux

Il supporto su cui copiare i dati deve essere scelto a seconda delle necessità (quantità di dati, sicurezza, etc.), dell'opportunità e del fattore che ha reso inservibile la macchina, ad esempio, se si suppone che a provocare il blocco possa essere stato un virus, sarebbe bene non copiare i dati su un'altra macchina Windows, ma isolarli e ripulirli, evitando così richi inutili.

Anche la scelta della versione live ha il suo peso, infatti le più complete come Knoppix "partono" anche su sistemi con hardware raro, o non pienamente compatibile con GNU/Linux, mentre altre, come Damn Small Linux, hanno più difficoltà, ma per contro possono essere avviate anche su macchine oggi considerate realmente obsolete.

Cosa bisogna sapere

Queste operazioni sono piuttosto semplici una volta capito il meccanismo, anche se sono comunque necessarie alcune conoscenze per far sì che riescano al meglio. Il data's rescuer dovrebbe al minimo conoscere:

Preparandosi per tempo (chiedete ai vostri tecnici di farlo) potreste avere uno strumento flessibile e potente per recuperare i dati altrimenti perduti, senza l'intervento di personale esterno, senza portare la macchina in laboratorio e senza l'esigenza di alcun intervento hardware (tipo smontare l'hard disk); attraverso questo meccanismo potete insomma recuperare i vostri file in pochi minuti e pensare dopo a come sistemare la macchina, anche perché questo tipo di eventi capita sempre poco prima di una riunione importante o comunque quando siete con l'acqua alla gola!

Attenzione: questa è la medicina, la cura, non la prassi. Per evitare di perdere i dati sono indispensabili backup giornalieri sincronizzati ed incrementali, serie politiche nella gestione dei dati, formazione del personale, software e hardware affidabili.

p.s. Per gli utenti GNU/Linux: questa stessa via può essere utilizzata di fronte ad un Kernel Panic o quando scordate la password di root ;-).

Cacciamo via gli hard disk

La memoria fisica, l'hard disk, è forse la componente più delicata dell'intero PC e per due motivi: 1) perché è la meccanica ad essere delicata, 2) perché contiene i dati e il sistema operativo, elementi senza il quali il PC è una ingombrante e rumorosa scatola.

In certi ambiti, le versioni live di GNU/Linux permettono di fare a meno dell'hard disk, alleggerendo, e di molto, la gestione delle grandi reti aziendali. Sto parlando di situzioni in cui i PC sono utilizzati esclusivamente come client, dove non c'è un legame stretto tra operatore e macchina, poiché e i dati risiedono sui server centrali. Sono le situazioni tipiche di centralini, sportelli bancari, postali, della pubblica amministrazione, delle ferrovie, biglietterie automatiche, Bancomat e di tantissime altre realtà.

In questi casi l'operatore siede di fronte ad una macchina qualsiasi e lavora via terminale sui dati contenuti sul server, attraverso connessioni remote in rete locale o Internet. Solitamente non usa le applicazioni del sistema operativo, ma applicazioni studiate appositamente per interfacciarsi con i database dell'azienda, cui ha accesso secondo le proprie mansioni.

La situazione che sopravvive oggi in molte di queste realtà è l'uso di un sistema operativo (solitamente proprietario) installato direttamente sulla macchina client, che deve essere manutenuto con le stesse modalità e gli stessi costi come se su quella macchia fossero presenti dati utili al lavoro dell'operatore. Questo significa che per ogni problema un tecnico deve intervenire direttamente sulla macchina, ma anche in assenza di problemi deve sedersi là di fronte e operare la manutenzione in locale.

Non sorprende quindi che qualche sportello giri ancora sotto Windows95...

L'estrema flessibilità di GNU/Linux permetterebbe di correggere molte di queste situazioni, centralizzando non solo le applicazioni, molte delle quali già oggi sono utilizzate attreverso un browser web e quindi non necessitano di installazione sul client, ma lo stesso sistema operativo, eliminando alla base la necessità di manutenzioni in locale e quindi assicurando un continuo aggiornamento di tutta la rete ed un risparmio considerevole in hardware: fattore che si ripercuoterebbe positivamente sulla qualità del servizio.

Facciamo un po' di ipotesi...

GNU/Linux live

L'azienda, personalizzando la propria GNU/Linux live, potrebbe distribuire un cd-rom per ogni computer, questo all'avvio caricherebbe in memoria il sistema operativo, comprensivo delle applicazioni per interfacciarsi ai database sui server centrali e l'operatore inizierebbe il suo lavoro.

Sul PC non è possibile installare altro software che quello incluso nel cd-rom, il PC non è dotato di hard disk, quindi il sistema non si "sporca" a causa di un utilizzo improprio, poiché al successivo avvio sarebbe esattamente come la prima volta. Non c'é il pericolo di virus, un po' perché è GNU/Linux, un po' perché i virus verrebbero eliminati semplicemente riavviando la macchina.

Inoltre, i dati risiedono obbligatoriamente sui server e quindi sono soggetti obbligatoriamente alle politiche di gestione imposte dall'azienda, senza che vi siano sbavature o eccezioni.

Quando il sistema è da aggiornare non è necessario far lavorare i propri tecnici a tappe forzate o, come spesso accade nelle realtà più grandi, appaltare l'aggiornamento ad altre aziende e altri tecnici, con tutto quel che ne consegue, basterà ridistribuire la nuova versione, ovvero il nuovo cd-rom ed il gioco è fatto.

Soluzioni sofisticate

Ovviamente, il cd-rom non è l'unica soluzione. In ambienti con necessità differenti (ad esempio bisogno di sicurezza) il sistema operativo può essere caricato su una chiavetta USB o funzionare solo in abbinamento ad una chiavetta USB o altra memoria. Il boot può anche essere effettuato da remoto, ovvero senza il bisogno di alcun supporto: semplicemente all'avvio la macchina caricherà il sistema che risiede sul server centrale via rete locale (o Internet, per chi può permetterselo).

Come si è capito non c'è una soluzione soltanto come ci hanno abituato a credere politiche di vendita del software che troppo spesso diventano politiche sulla conoscenza del software. Ogni azienda, ogni realtà deve valutare la soluzione più adatta al proprio business e alla propria rete, anche avendo la capacità di capire che quello che va bene per una rete di biglietterie automatiche, probabilmente non è quello che serve per le biglietterie con opertatore, ad esempio.

Chi mantiene la versione live?

Prima di intraprendere una soluzione di questo tipo, l'azienda dovrebbe costituire al suo interno, o scegliere fuori, un team di tecnici in grado di realizzare l'infrastruttura necessaria e rendere questa conoscenza un bene aziendale fondamentale.

Non esistono soluzioni precotte, neppure se si parla di software proprietario, esistono solo scelte e questa ha alcuni vantaggi da non trascurare.