Un chiarimento: il software libero nasce per condividere le conoscenze intorno al software in modo che in nessun caso sia possibile vincolare l'utente nel suo uso, modifica e distribuzione. E' un atteggiamento, quindi, che va ben al di là della disponibilità gratuita e libera di applicativi software, disponibilità che è spesso il motivo per cui singoli o aziende si avvicinano a questo tipo di software. Non c'è nulla di male in questo, il risparmio netto delle licenze è un vantaggio tangibile e immediato, e proprio da questo risparmio può partire un ragionamento teso a concludere che il risparmio di oggi si traduce in ricchezza domani.
Il costo del software è un aspetto importante all'interno del bilancio d'impresa: qualunque sia la dimensione dell'azienda è fondamentale capire, con un certo anticipo ed una buona sicurezza, il budget da destinare al proprio settore informatico. E questa credo sia una regola di buona economia applicabile a qualsiasi settore di investimento, con la differenza (o la consapevolezza) che le licenze software non sono un bene cedibile, che in caso di necessità può essere venduto per recuperare liquidità e quindi almeno parte dell'investimento, non sono un bene cedibile perché sono un servizio, che decade con il decadere della necessità che ne ha prodotto l'acquisto.
Ottenere gratuitamente il software è quindi fin dall'inizio un vantaggio, che unito ad altre e più specifiche ragioni fanno del software libero un vero investimento.
Le licenze d'uso del software necessitano di un controllo continuo e serrato, perché nonostante le policy, gli avvisi e le regole, per l'azienda è molto difficile sapere cosa i propri dipendenti installano sulla "loro" macchina e questo provoca una proliferazione, anche involontaria, di licenze illegali, problematica in caso di controllo. Non solo, i dipendenti si abituano o basano una parte importante del loro lavoro su questi software, che dopo qualche tempo sono ineliminabili, perché rivedere una procedura, specie se coinvolge piu persone senza la dovuta formazione, è costoso e difficile, ed è così che la massa critica vince e una o più copie del software devono essere acquistate senza che lo si sia previsto.
Il secondo aspetto relativo alla gestione delle licenze riguarda il progetto di future espansioni, che, anche se provvisorie, devono fare i conti con l'acquisto o lo storno delle licenze.
La manutenzione del software è un aspetto fondamentale all'interno di un'azienda, perché i computer devono essere sempre efficienti per permettere a chi li utilizza di produrre più ricchezza possibile.
Dietro ad un computer che non funziona c'è un dipendente (pagato) che non può lavorare e spesso (sempre più spesso) neppure può dedicarsi ad altre attività. Il down time delle macchine è un problema reale quindi, ma è un tema che afferisce di più alla qualità del software, alla capacità di progettare e prevedere meccanismi di ripristino dell'operatività da parte dell'azienda, che alla scelta tra software libero e proprietario. Ovvero argomenti di cui quest'articolo non si occupa.
Esiste però un altro tipo di manutenzione, ben più importante, perché influsisce sul lungo periodo, e che troppo spesso è sotto valutata o mal valutata dagli amministratori. Si tratta di quella manutenzione che opera sul software stesso e non sulla sua installazione, ovvero interventi che cambiano marginalmente o del tutto il software scelto.
Si possono identificare tre tipi di manutenzione del software.
Ora, pensateci bene: chi può intervenire sul software per operare questo tipo di manutenzione? Il tecnico che chiamate per risolvere il down time del giorno e riportare i vostri dipendenti alla scrivania? Difficile, anzi impossibile. Se avete scelto software proprietario solo il produttore del software può operare sul codice sorgente e apportare le modifiche necessarie; in questo senso siete completamente dipendenti da lui, anche se sul mercato o all'interno della vostra azienda esistono capacità più economiche per intervenire.
Inoltre, il manutentore del software potrebbe essere disinteressato o non disponibile ad intervenire, o peggio potrebbe aver abbandonato quella linea di prodotto lasciandovi come unica opportunità quella di un trasferimento ad una versione superiore del software (con annesso acquisto di una nuova licenza) o peggio ancora di un trasferimento ad un altro software.
Proviamo a fare un esempio. La vostra azienda usa un software per la contabilità, l'emissione di fatture, la gestione di clienti e fornitori. Il primo gennaio entra in vigore una nuova aliquota o è necessario una nuova coordinata bancaria per emettere pagamenti. Contattate l'azienda che produce il software e sopresa sorpresa vi dicono che non distribuiranno l'aggiornamento. Allora chiamate il vostro tecnico, che vi dice che sì, lui sarebbe in grado di metterci le mani e fare le modifice necessarie, ma non avendo i codici sorgenti non può fare nulla; l'unica cosa che vi rimane da fare è cambiare software, assumendovi tutti i costi.
Proviamo a fare un altro esempio. La vostra azienda usa lo stesso software e con la stessa necessità di aggiornamento di cui sopra. Questa volta siete fortunati: il produttore vi manda l'aggiornamento. Il software però è passato dalla versione 7.8 alla versione 8.0 e non è più compatibile con il vostro vecchio sistema operativo. Dite: "ok passo a quello nuovo". Sopresina: il nuovo sistema operativo, di cui avete acquistato le licenze, ha bisogno di una CPU più potente, quindi di una nuova classe di PC. Per uno scarto di 0.2 dovete riammodernare tutto il software e tutto l'hardware delle vostre workstations, che siano una o mille.
Sia in caso di manutenzione impossibile o di manutenzione coatta non avete alcun controllo su quella che è la volontà del fornitore, perché lui fa il suo business e attraverso meccanismi come quelli descritti ve lo impone. Specialmente se siete una piccola azienda (e in Italia le piccole aziende sono il 95% delle imprese) e non avete quindi margini di mediazione con i fornitori del vostro software, questi possono decidere una parte importanti di investimenti senza che voi ne abbiate alcun controllo.
Le politiche e le strategie commerciali del fornitore di software non possono, non devono influire sulla capacità dell'azienda di investire correttamente e con lungimiranza nel proprio settore informatico. Se utilizzate software proprietario rischiate di affidarvi per anni interi ad uno specifico prodotto del cui destino sapete pochissimo, e mentre i vostri database crescono aumentate il rischio di non poter fare più a meno dell'unica applicazione in grado di leggerli. Che ne più ne meno, è la dinamica dello spacciatore.
Utilizzando software propritario è quindi molto difficile pianificare correttamente gli investimenti in hardware e software. Non si ha un controllo sulla proliferazione di licenze illegali, e quando lo si ottiene spesso l'unica soluzione è condonare la situazione, si è completamente esposti alle politiche commerciali del fornitore, e non è neppure possibile investire sul software giusto.
Il software proprietario, infatti, è progettato per essere venduto su grandi volumi, come un paio di scarpe o un televisore, con una obsolescenza programmata ed è generalista, per far fronte alle esigenze più disparate. Così si rischia di comprare un oggetto che non può essere rivenduto e che ha molte funzioni inutili, mai utilizzate ed immodificabili, mentre le aziende avrebbero bisogno di software più flessibile, costruito intorno alle loro esigenze, non di adattarle a quello che il software offre.
Utilizzando software libero una parte importante dei rischi sopra descritti possono essere evitati. Possedendo i codici sorgenti potete decidere di rivolgervi ad un altro manutentore, interno o esterno all'azienda, potete con la stessa logica apportare modifiche al software, senza aspettare che questo coincida con le politiche di sviluppo dei creatori, potete operare diversamente, o attraverso altre applicazioni, sui database o i file creati dal software, perché anche questi saranno in formato aperto, inoltre avrete abbondante e dettagliata documentazione tecnica ed una road map di sviluppo chiara, perché queste sono parte integrante della cultura e dei requisiti dei progetti GNU.
Un altro aspetto interessante dell'uso del software libero è la formazione dei propri dipendenti. Non avendo più il vincolo degli aggiornamenti, forzati e spesso non realmente necessari, ma operati solo per vendervi una nuova licenza, potrete decidere di investire correttamente nella formazione, senza procrastinarla di anno in anno. Formazione significa efficienza, efficienza denaro. Anzi, forse vi avanzeranno anche i soldi per assumere un tecnico, che possa manutenere in tutto o in parte la vostra struttura informatica, rendendola di giorno in giorno miglire.
In ultimo: l'etica. Il software proprietario è spesso prodotto all'estero, acquistarlo significa penalizzare l'economia locale, economia all'interno della quale sopravvive la vostra azienda. Sul territorio sono presenti sviluppatori e aziende in grado di soddisfare le vostre esigenze, di creare, modificare o installare software libero come desiderate che questo sia fatto. Se utilizzare queste risorse non è immediatamente economico e fa perdere il vantaggio del software gratuito di cui parlavo in apertura è solo perché l'investimento a perdere nelle licenze viene trasferito in un investimento che ha invece un ritorno sicuro.