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Word Processor: Stupido e Inefficiente

» Author: Allin Cottrell Date: 2004-08-07 02:01:01 Copyright: (c)1999 Allin Cottrell
Traduzione a cura di Andrea Ganduglia.

L'affermazione

Il word processor è uno stupito e grossolanamente inefficiente strumento per preparare il testo destinato alla comunicazione con altri. Questo è l'affermazione che difenderò di seguito. Probabilmente vi sembrerà bizzarro a prima vista. Se sono contro i word processor, che cosa propongo? di scrivere a mano? o di usare una macchina da scrivere? No. Anche se ci sono argomenti a favore di questi modi di preparare il testo, do per scontantato che la maggior parte dei lettori di questo saggio utilizzino un computer come strumento per scrivere, come me. La mia affermazione riguarda il fatto che ci sono strumenti migliori per redigere il testo per mezzo di un computer del word processor.

La mia affermazione è scritta per essere provocatoria, ma anche chiara: quando dico che il word processor è stupido non sto dicendo che voi, se siete utenti di un word processor, siete stupidi. Sto castigando una tecnologia, che promossa assiduamente dai principali fornitori di software si è trasformata de facto in uno standard della specie. A meno che siate stati nel posto giusto al momento giusto, probabilmente siete ignari dell'esistenza di alternative. Le alternative non sono - infatti - promosse dai principali fornitori e per un buon motivo: sono disponibili gratuitamente.

Cominciamo dalla fine. Il testo che è destinato a comunicare idee e informazioni agli altri è diffuso in due modi:

  1. Come "copia su carta", cioè sotto forma di documenti tradizionalmente stampati.
  2. Attraverso mezzi digitali: posta elettronica, pagine web, documenti progettati per essere letti a video.

C'è ovviamente una certa sovrapposizione. Per esempio, un documento che è destinato alla stampa può essere distribuito con mezzi digitali, nella speranza che il destinatario abbia i mezzi per stampare il file in questione. Ma lasciamo che questi due modi di diffusione siano discussi separatamente.

Documenti stampati

Desiderate scrivere un documento attraverso la vostra tastiera e stamparlo in una forma piacevole. Non desiderate ovviamente che questo accada in tempo reale (cioè che voi scriviate e il computer stampi), desiderate invece scrivere prima il documento, salvarlo in forma digitale su qualche supporto, desiderate poter cercare il documento e modificarlo a piacimento, ed invialo alla stampa solo quando è il momento. Sicuramente un word processor - come quello leader sul mercato, Microsoft Word - fa tutto questo nel modo più naturale. Bene, è una strada, ma non la migliore. Perché no?

Scrittura contro formattazione

Redigere un testo stampabile usando un word processor forza effettivamente due fasi concettualmente distinte e che, assicurando che le persone usino più efficaciemente il loro tempo e che la comunicazione finale sia più efficacie, devono essere mantenute anche praticamente distinte. Le due fasi sono:

  1. La scrittura vera e propria del testo. Da questa derivano la scelta delle parole e la struttura logica del testo. L'ultima può prendere le forme più varie, a seconda della natura del documento. Include argomenti come la divisione del testo in paragrafi, in sezioni e capitoli, la scelta di far comparire certe parti come note a pié di pagina o nel corpo principale del documento, di dare ad esse più o meno importanza, la presentazione di alcune parti come citazioni piuttosto che come frasi dell'autore e così via.
  2. La formattazione del documento è la scelta dei caratteri per la stampa, la forma con cui gli elementi strutturali saranno resi visivamente. Le intestazioni dovranno essere in grassetto o maiuscoletto? A sinistra o centrati? Il testo sarà giustificato? Le note dovranno apparire in fondo alla pagina o alla fine del documento? Il testo sarà su una colonna o due? E così via.

L'autore di un testo dovrebbe, almeno in primo luogo, concentrarsi interamente sulla prima delle due fasi. Questo è suo il mestiere. Il famoso Adam Smith ha precisato i notevoli benefici che si ottengono con la divisione del lavoro. La stesura e la struttura logica del testo sono i contributi specifici dell'autore al testo stampato. La formattazione è invece il lavoro dell'editore. Questa suddivisione del lavoro naturalmente è stata definita nella produzione dell'editoria tradizionale, quando ancora non c'erano i computer. L'autore scrive e indica all'editore la struttura logica del testo per mezzo di varie annotazioni. L'editore trasforma il testo dell'autore in un documento stampato, traducendo il disegno logico dell'autore in un disegno tipografico concreto. Per esempio, provate ad immaginare Jane Austen domandarsi che carattere usare per le intestazioni di Orgoglio e pregiudizio... è ridicolo: Jane Austen era una grande scrittrice, di certo non un grafico!

Potete pensare che questo sia marginale. Quello che ha scritto Jana Austen era pubblicabile, gli editori professionali erano interessati a pubblicarla. Voi ed io non siamo così fortunati, se desideriamo stampare un articolo dovremo farlo noi stessi (ed inoltre desideriamo farlo molto più velocemente della composizione tradizionale). Bene, sì e no. Sì perché dobbiamo farlo da soli (sui nostri computer), no perché abbiamo un sacco di aiuto a nostra disposizione. In particolare abbiamo a disposizione un programma di composizione di qualità professionale. Questo programma (o l'insieme dei programmi) farà in pochi secondi, o frazione di secondo, il lavoro che gli editori hanno fatto per Shakespeare, Jane Austen, sir Walter Scott e tutti gli altri. Noi dobbiamo solo fornire al programma un testo adeguatamente segnato, come gli autori tradizionali.

Suggerisco - quindi - di suddividere in due "momenti" distinti la produzione di un testo stampato per mezzo di un computer. Per prima cosa scriviamo il testo e la relativa struttura logica, che sarà indicata con semplici annotazioni. Per fare questo useremo un software di editazione testi, da non confondere con un il word processor (spiegherò la differenza più sotto). Poi, solo poi, "consegneremo" il testo ad un programma di composizione, che in pochi secondi ce ne restituirà adatta per una stampa di alta qualità.

Vedere è male (The evils of WYSIWYG)

Queste due fasi del lavoro sono state accorpate in una sola con i moderni word processor WYSIWYG (What You See Is What You Get - Quello che vedi è quello che fai). Scrivete il vostro testo e vedete sul monitor l'aspetto che esso avrà una volta che sarà inviato alla stampante (anche se, per svariati motivi, non sempre c'è una corrispondenza perfetta). In effetti il testo è formattato mentre lo digitate. A prima vista questo può sembrare un grande vantaggio; un controllo ravvicinato è CURSE. Ci sono tre aspetti da considerare:

  1. L'autore è distratto dal lavoro di formattazione del testo, fa delle scelte tipografiche senza perizia ("giocando con margini e caratteri" quando dovrebbe concentrarsi sullo scrivere).
  2. L'algoritmo di composizione impiegato dal word processor WYSIWYG costringe l'utente ad attendere per scrivere e correggere il testo. Il prodotto finale, inoltre, è molto inferiore a quello di un software dedicato alla sola formattazione.
  3. L'utente di un word processor ha la forte tentazione di perdere di vista la struttura logica del testo e di compinare insieme questa con elemementi tipografici superficiali.

I primi due punti qui sopra dovrebbero essere evidenti. Lasciate che vi spieghi il terzo (la cui importanza è relativa al tipo di documento sotto esame).

Struttura del documento

Prendete per esempio l'intestazione di una sezione. Per quanto concerne la struttura logica di un documento, tutto quello che rappresenta questa particolare parte di testo dovrebbe essere "contrassegnato" in qualche modo come sezione. Per esempio si potrebbe scrivere:

	\section{Testo dell'intestazione}

Come le instestazioni saranno rese graficamente nella versione di stampa è una questione a parte. Quando usate un word processor, quello che vedete è (tutto!) quello che ottenete. Siete costretti a decidere l'apparenza tipografica per la vostra intestazione nel momento stesso in cui la create.

Supponiamo che vogliate le vostre intestazioni in grassetto e con un carattere un po' più grande del testo. Come fate ad ottenere questo aspetto? C'è più di una strada per farlo, ma per la maggior parte della gente il modo più semplice ed intuitivo (dato l'uso di strumenti WYSIWYG) è digitare il testo, evidenziarlo, posizionarsi sull'icona del grassetto, srotolare l'apposito menù di selezione e scegliere un carattere più grande. L'intestazione ora appare in grassetto e più grande del testo.

Ottimo! Ma che cosa dice che è un'intestazione? Non c'è niente nel vostro testo che identifica logicamente che questa piccola parte di testo è l'intestazione della sezione. Supponiamo che qualche tempo dopo decidiate che preferite le istestazioni in maiuscoletto, o numerate con i numeri romani, o centrate, o altro ancora. Come vi piacerebbe dire: "Per favore, fa questo e quel cambiamento su tutte le intestazioni del documento". Ma se avete applicato la formattazione come descritto precedentemente, dovrete scorrere tutto il vostro documento e alterare manualmente ogni intestazione.

Ora c'è un modo di specificare il tipo di struttura per ogni parte di testo (per esempio) in Microsoft Word. Potete, se fate attenzione, modificare l'aspetto di tutte le intestazioni delle sezioni con un comando, ma pochi utenti di Word sfruttano costantemente questa funzione e non è una sorpresa: l'approccio del metodo WYSIWYG non incoraggia il concetto di struttura. Potete facilmente - anche troppo facilmente - "fregarvene" della struttura con comandi di basso livello per la formattazione. Quando invece utilizzate un editor di testo, d'altra parte, è subito evidente la necessità di indicare la struttura del documeto.

Editor di testo

Ok, probabilmente è il momento di spiegare che cos'è un editor di testo (text editor), e in cosa differisce da un word processor. Un moderno editor di testo sembra quasi un word processor, ha il solito apparto di menù a discesa e/o icone cliccabili per funzioni come aprire e salvare file, cercare e sostituire, controllo ortografico e molto altro, ma non ha funzioni di composizione. Il testo che digitate appare sullo schermo in una semplice rapprensentazione visuale, ma senza pretendere di rappresentare l'aspetto finale del documento stampato.

Quando salvate il vostro documento, questo sarà salvato nel formato plain text, che negli USA è generalmente conosciuto come "ASCII" (American Standard Code for Information Interchange). ASCII è composto di 128 caratteri (a cui ci si riferisce qualche volta come gruppo di caratteri a "7-bit", poiché richiede 7 cifre binarie per la relativa codifica: 2 alla settiman potenza = 128). Include i numeri da 0 a 9, i caratteri dell'alfabeto latino sia minuscolo che maiuscolo, i segni d'interpunzione standard ed un certo numerod di caratteri speciali. L'ASCII è il minimo comun denominatore della comunicazione testuale nella forma digitale. Un messaggio ASCII sarà comprensibile per ogni computer al mondo, se inviate un messaggio ASCII siete assolutamente sicuri che il destinatario vedrà esattamente cosa avete scritto.

Al contrario, quando salvate un file da un word processor, il file contiene vari caratteri di "controllo" che stanno fuori dall'ASCII. Questi caratteri rappresentano la formattazione che avete applicato (per esempio neretto o corsivo) più varie informazioni che riguardano il "funzionamento interno" del programma. Questi non sono universalmente comprensibili. Per poterli comprendere avete bisogno di una copia del programma con cui il documento è stato generato (o qualche filtro in grado di convertirli). Se aprite uno di questi file con un editor di testo vedrete, oltre al testo o a parti di questo, molti "strani caratteri": questo è il codice binario di formattazione.

Poiché un editor di testo non inserisce alcun codice binario di formattazione, se desiderate rappresentare caratteristiche quali il corsivo dovete farlo attraverso un contrassegno; ovvero scrivere dentro al file un'annotazione che dirà al software per la formattazione di inserire il testo specificato in corsivo. Per esempio, se usate LaTeX come software per la formattazione (descritto più sotto) dovrete scrivere:

	\textif{Testo che desiderate in corsivo}

In realtà, se state utilizzanto un editor di testi pensato per cooperare con LaTeX, non dovrete digitare nulla di tutto questo: lo inserirete nel testo attraverso una combinazione di tasti, o selezionando la formattazione scelta da un menù, o cliccando su un'icona e il giusto contrassegno sarà inserito per voi nel testo. In fondo, scrivere un testo ASCII con un editor di testo adatto a LaTex non è molto differente dallo scrivere con un moderno word processor.

I vantaggi di ASCII

L'approccio di comporre il vostro testo in normale ASCII con un editor di testi, invece che con un programma dedicato, ha parecchi "incidentali" vantaggi.

  1. Portabilità: come detto precedentemente, chiunque, usando qualunque computer, potrà leggere il vostro testo contrassegnato, anche se non ha i mezzi per leggere o stampare la versione formattata. Al contrario il file del vostro Snazz 9.0 word processor può risultare completamente inconprensibile a chi non ha la stessa marca e versione del vostro word processor, a me meno che lui o lei non ne sappia abbastanza d'informatica per estrarre il testo reale "dall'immondizia" binaria. E questo è applicabile a voi con il tempo, che a voi e al vostro corrispondente contemporaneamente. Potrete avere difficoltà nel leggere i file di Snazz 8.0 con Snazz 9.0, o viceversa, ma non avrete mai alcuna difficoltà nel leggere vecchi file ASCII.
  2. Compattezza: un file ASCII rappresenta le vostre idee, ma niente del lavoro del word processor. In particolare per i documenti più piccoli, i file di un word processor possono essere fino a dieci volte più grandi di un file ASCII che contenga lo stesso testo.
  3. Sicurezza: il passaggio dall'editor di testi al software per la formattazione virtualmente garantisce che non avrete mai alcun problema di corruzione dei vostri documenti (a meno che non vi si rompa l'hard disk o qualcosa di simile). Il testo originale sarà sempre là, anche se il software di formattazione avesse qualche tipo di problema. Se usate con regolatità un word processor e non avete mai avuto problemi di corruzione dei file allora ritenetevi molto fortunati!

(Ulteriore lettura: Sam Steingold's page "No Proprietary Data Formats)

Software per la formattazione

Vi devo ancora qualche particolare sul ruolo del software per la formattazione (typesetter) nella strategia che sto sostenendo. Non entrerò nei particolari tecnici qui, ma proverò a parlarne abbastanza per farvi capire di cosa sto parlando.

La base del programma di composizione che ho in mente è denominato TeX ed è stato scritto da Donald Knuth dell'università della Stanford. TeX è disponibile gratuitamente (può essere scaricato liberamente da Internet) e utilizzabile circa su ogni tipo di computer (potete anche acquistare un CDROM con tutto il necessario ad un prezzo davvero modesto). Knuth ha iniziato a lavorare su TeX nel 1977; nel 1990 ha annunciato che non intende più sviluppare il programma, non per mancanza d'interesse, ma perché nel frattempo il programma è stato essenzialmente perfezionato. E' privo di errori come ogni programma per il computer può esserlo e fa un superbo lavoro di composizione su qualsiasi materiale, che sia semplice testo o complesse formule matematiche.

Mi sono riferito sopra a LaTeX. Se TeX è la base del motore di composizione, LaTeX è un grande insieme di macro, inizialmente sviluppato da Leslie Lamport negli anni Ottanta ed ora mantenuto da un gruppo internazionale di esperti. Queste macro rendono la vita molto più semplice per l'utente medio. LaTeX è ancora in fase di sviluppo attivo, poiché nuove capacità e nuovi pacchetti saranno sviluppati a partire da qualli di base. Vari "add-ons" per TeX sono ancora in fase di sviluppo, come un sistema che permette di creare PDF (Adobe "Portable Document Format") direttamente dal file sorgente ASCII (dico in "fase di sviluppo", ma da questo significa solo che stanno migliorando continuamente: i programmi sono già molto stabili e completi).

Come detto in precedenza, voi indicate la struttura e la formattazione del vostro documento a LaTeX sotto forma di un gruppo di annotazioni. Ci sono molti libri (e guide reperibili sul web) che possono darvi i dettagli di queste annotazioni, non entreremo qui nei dettagli. Le annotazioni comuni sono semplici e facili da ricorsare, inoltre gli editor di testo orientati a LaTeX (che sono molti), vi daranno una mano.

Una caratteristica molto attraente di LaTeX è la capacità di cambiare drasticamente l'aspetto tipografico del vostro documento con pochissimi comandi. L'aspetto generale del documento è controllata

  1. Dalla "classe del documento [document class]" che scegliete (es. report, lettera, articolo, libro).
  2. Dal "pacchetto [packages]" o dallo stile che decidete di caricare.

Potete, per esempio, cambiare completamente il carattere (del testo, delle intestazioni, delle note e di tutto il resto) e/o la dimensione degli stessi, cambiando solo qualche parametro nell'intestazione del vostro sorgente ASCII. Similmente, potete impaginare tutto su due colonne, o ruotare l'orientamento dell'intero documento. E' possibile fare qualcosa di simile anche con un word processor, ma solitamente è meno conveniente, perché è molto probabile che scompigliate tutta la formattazione ed introduciate errori non intenzionali.

Usando LaTeX, Potete ottenere impaginazioni complesse tanto quanto vi ci dedicate. Potete scegliere di "lavarvene le mani": specificando soltanto il tipo di documento e lasciando che le macro pensino a tutto il resto. Questo approccio fornisce generalmente buoni risultati essendo la composizione di qualità più alta di qualsiasi word processor (naturalmente la numerazione dei capitoli, delle sezioni, delle note, dei riferimenti e di tutto il resto sono inserite automaticamente). Oppure potete adottare un metodo più "interventista", caricare i pacchetti (o persino creare i vostri) per le più svariate forme tipografiche. E se questa è la vostra inclinazione, creare una formattazione davvero bella e personale.

Mettiamo tutto insieme

Lasciate che vi dia un'idea di come funziona tutto questo. Se avete TeX installato funziona così: scrivete il testo con il vostro editor. Potete scrivere le annotazioni direttamente nel testo o chiedere all'editor di farlo per voi attraverso menù o combinazioni di tasti. Quando raggiungete un punto in cui vorreste dare un'occhiata alla versione formattata, scegliete il giusto menù o cliccate l'icona del vostro editor, un'altra voce di menù o un'altra icona aprirà la preview di come il testo apparirà una volta stampato. Potete zumare il testo, stamparlo o tornare alla modalità di scrittura.

Ad ogni passo successivo potrete vedere il file di anteprima aggiornato. Non avete bisogno di invocare ancora la preview, perché lo avete già fatto prima. Quando avete stampato il documento potete cancellare il file composto da LaTeX per risparmiare spazio su disco, perché a voi basta conservare il sorgente ASCII per ricreare quante volte volete la versione tipografica.

Diffusione digitale

La sezione precedente verteva principalmente su come ottenere un documento tipograficamente bello. Ci sono però alcune considerazioni da fare se il documento è preparato per la diffusione digitale (mail, pagine web, etc.).

Prendiamo la mail. Tipicamente se le persone desiderano inviare un breve messaggio ad hoc, digitano quel messaggio direttamente nel loro client email, che può essere un programma testuale come Pine o una GUI (Grafical User Interfaces - Interfaccia grafica) come Netscape o Eudora. In questo caso il messaggio sarà probabilmente scritto come ASCII (o forse in HTML - Hyper Text Markup Language, il linguaggio delle pagine web, anch'esso composto principalmente di ASCII). Ma se desidetate inviare un testo più lungo? che avete già scritto fuori dal vostro programma di posta?

In questo caso è sempre più comune allegare alla mail un documento nel formato del vostro word processor. Quali sono le alternative in questo caso?

Bene, dobbiamo distinguere tra due situazioni: se il testo è relativamente breve e poco complesso (un meno, una lettera, una lista di cose da fare, un appuntamento) o invece è molto complesso (una ricerca universitaria con molte formule matematiche, una tesi con molte illustrazioni, il dattiloscritto di un libro)? L'approccio "ASCII più compositore" fornisce soluzioni diverse nei due casi.

Documenti semplici

Per un documento semplice, ci chiediamo: è davvero necessario scrivere il documento, formattarlo e tutto il resto? Non è più efficiente, per una comunicazione più efficace ed economica, inviare solo il testo ASCII con la formattazione mimima che ASCII permette? In questo modo si risparmia banda (da ricordare che a partità di testo il file di un word processor può essere molto più grande di un file ASCII) e si sarà sicuri che tutti potranno leggere il documento, che abbiano o meno Snazz 9.0 installato. Potrete allegare un file ASCII, scritto con un editor di testo, come alleghereste un file del word processor, o potrete incollare il testo direttamente nel corpo della mail (poiché non è altro che testo normale). Visto che i sorgenti TeX sono ASCII e stiamo parlando di un documento breve e semplice, non ci saranno troppe annotazioni e comunque saranno facilmente comprensibili.

Documenti complessi

I documenti più lunghi e più complicati possono essere più facili da leggere se ben formtattati. Le formune matematiche possono essere difficili da rappresentare con ASCII e naturalmente le immagini e i grafici sono fuori dalla portata di questo formato. Allora, che cosa si può fare con TeX in questo caso? Ho detto che i file creati con il word processor possono essere difficili da trattare per chi li ricerve, perché egli potrebbe non possedere il vostro Snazz 9.0. Ma questo non taglia fuori tutte e due le strade? Anche se siete abbastanza ferrati su TeX dargli una dimostrazione, quanti tra i vostri corrispondenti hanno una installazione di TeX? Questa è una domanda ragionevole, ma che ha una sua risposta. Se desiderate che il vostro corrispondente possa vedere il vostro file ben formattato avete queste possibilità:

  1. Convertire il sorgente di TeX in un file HTML. Esistono ottimi programmi di conversione e il vostro corrispondente potrà vedere il documento attraverso un browser web.
  2. Il vostro corrispondente ha una stampante PostScript? In ambiente accademico o aziendale è abbastanza comune. In questo caso potrete inviare una versione formattata del documento in formato PostScript, che egli potrà vedere subito dopo aver stampato, o potrà vederlo a video installando "ghostview" (scaricabile gratuitamente da Internet).
  3. Il vostro corrispondente ha "Acroread" il visualizzatore di file PDF di Adobe (sempre gratis)? Se è così potete inviargli il file in formato PDF.

Discutendo di queste possibilità per inviare un testo via mail, abbiamo anche visto come preparare il testo per le pagine web. Potete anche scrivere direttamente HTML. Se non desiderate farlo, potete scrivere HTML usando un software visuale, come Netscape Communicator per esempio. Ovviamente, potete scrive HTML anche con MS Word (anche se sfortunatamente questo software scrive un codice HTML davvero orribile, pieno di marcatori non standard che lo rendono inutilizzabile con qualsiasi altra applicazione). Se scrivere in TeX - invece - è molto semplice convertire i documenti in un buon HTML.

Limitazioni

Ho usato un tono forte nel definire la "composizione ASCII" come alternativa al word processor. Devo ammettere, tuttavia, che ci sono alcuni tipi di documento per cui la composizione WYSIWYG rappresenta lo strumento più naturale. Sto pensando ai brevi, specifici, documenti che hanno un alto rapporto di formattazione del testo: avvisi, posters, inviti e così via. Potreste crearli con TeX, ma non sarebbe molto efficiente. Le classi standard dei documenti LaTeX (report, article, ecc.) sono poco utili in questi casi. Metre LaTeX è molto astuto nel formattare automaticamente la gamma di caratteri che probabilmente desiderate in un testo convenzionale, non lo è altrettanto quando è necessario miscelare una gran quantità di caratteri differenti in un documento creato al volo. In questo caso la struttura logica del documento non è molto importante: lo è molto di più l'aspetto finale. Normalmente, durante la composizione di questi documenti, siete più interessati a sapere, per esempio, se la riga che avete scritto con dimensione 36 punti andrà nella pagina seguente o meno. In questo caso, un sistema WYSIWYG è appropriato.

Se la maggior parte dei vostri testi sono elaborati in questo modo, probabilmente avete smesso di leggere molto tempo fa. Se invece la maggior parte del vostro lavoro riguarda documenti di testo convenzionali, allora queste limitazioni non dovrebbero interessarvi.

Parole, parole

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Riferimenti

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